regali

Il lato oscuro

Pochi libri cambiano una vita. Quando la cambiano è per sempre, si aprono porte che non si immaginavano, si entra e non si torna più indietro.

– Christian Bobin –
Lou Reed: Il re di New York
Regalo di Cri per il mio onomastico. In formato ebook. (Grazie Cri)


Ci sono libri che si leggono d’un fiato. Questo no.

L’ho ricevuto nelle vacanze di Natale – per convenzione familiare, ed in ricordo di nonno Arturo, il mio onomastico viene festeggiato il 28 Dicembre – e l’ho iniziato subito.
Oggi, sul finire di Febbraio, mi mancano ancora un centinaio di pagine delle ottocento complessive.

“Immersivo” così lo definisce Rolling Stone che lo mette in cima alla lista dei libri di musica da regalare a Natale 2023.

Will Hermes ha fatto un lavoro titanico anche attingendo al materiale del Lou Reed Archive (custodito alla New York Public Library for the Performing Arts) ed è riuscito a raccontare Reed, i luoghi in cui ha vissuto, le radici, le relazioni, la sua parabola letteraria, musicale e umana in modo magistrale.

Ho sempre considerato la musica come un portale per scrivere della totalità dell’esperienza umana: amore, odio, sesso, amicizia, comunità, genere, identità, filosofia, storia, psicologia, guerra, politica, l’impulso creativo e quello distruttivo, estasi, dolore, vendetta, perdono, trasformazione. Nella storia della vita di Reed c’è tutto, così come nelle vite di coloro che ne hanno fatto parte, e io ho cercato di fare del mio meglio per rendere più complessa la narrazione standard del Grande uomo, un concetto da guardare sempre con sospetto, nel suo caso ancora di più. In questa biografia ho dato spazio a coloro che si sono trovati nella sua orbita e senza i quali non avrebbe fatto quello che ha fatto. Uno degli equivoci fondamentali della cultura americana delle celebrità, politici compresi, è il primato dell’attore solitario. Al pari di molti grandi artisti, ed esseri umani compiuti, Reed è stato il prodotto di una comunità, come dimostrano i suoi lavori migliori.

Lou Reed: Il re di New York di Will Hermes pagg. 26 e 27 minimum fax musica – Edizione del Kindle


Una delle caratteristiche più apprezzabili di questa biografia è quella di essere un’ottima guida all’ascolto ed alla comprensione dei testi e del contesto.
Non la si legge tutta d’un fiato perché viene voglia di prendere in mano il cellulare o il portatile per cercare e ascoltare le canzoni di cui via via si legge. Viene voglia di ripescare Pass Thru Fire dallo scaffale e ripercorrere con calma i testi alla luce delle nuove spiegazioni ricevute.
Reed da centro della narrazione diventa punto di partenza per l’esplorazione.

C’è tutta la scena culturale e musicale in cui é cresciuto ed ha vissuto. I suoi miti e la musica che ascoltava. Da Ornette Coleman, alle Chantels e La Monte Young. Ci sono Delmore Schwarz ed Andy Warhol; John Cale, Sterling Morrison, Moe Tucker e Nico: i Velvet Underground come non mi era ancora capitato di sentirli raccontare.
Freeport, Syracuse, Londra, Berlino e New York. Patti Smith, David Bowie, Iggy Pop e Bob Dylan e un sacco di altri (tutti gli altri a dire il vero). Le cover e i fan. Il tutto ben documentato da oltre 770 note a piè di pagina.

C’è materiale per centinaia di ore d’ascolto: è un libro che apre orizzonti e fornisce chiavi di lettura. Perché l’arte può parlare da sé, ma servono la giusta prospettiva e alcuni codici per poter vedere l’artista nella sua interezza umana e non solo come il personaggio pubblico che lui stesso si è costruito o l’immagine risultante della proiezione del nostro amore di fan per la sua produzione.

Hanno aperto ferite che valeva la pena aprire,
con innocenza brutale, senza scusarsi,
andando controcorrente, crudi, urbani
Nella loro ricerca del regno, della risata, della salvezza,
hanno esplorato le regioni più oscure della psiche.

Frammento del discorso di Patti Smith per l’insediamento dei Velvet Underground
nella Rock and Roll Hall of Fame il 4 Agosto 1996

Lou Reed: Il re di New York di Will Hermes p.576 e p.598 minimum fax musica – Edizione del Kindle


Ci sono le canzoni, gli album e i concerti descritti in maniera essenziale e puntuale. Le diverse versioni, i musicisti che si sono via via avvicendati.
Per me si è trattato di incontrare nuovamente un vecchio amico e il mio lato oscuro. E riprendere le fila di un ascolto che era diventato frammentario dopo la morte di zio Lou.

Ed ora torno al libro per finire ciò che mi resta da leggere anche se, mi sa che, una volta arrivata in fondo, lo ricomincerò.
Ma prima ripesco nell’internet la cover di Sweet Jane dei Cowboy Junkies e me la ascolto rigorosamente in cuffia.

Libri sul mio scaffale: in fondo al post Lou Reed

J.V.
(scritta da me e postata sul mio vecchio sito nel Dicembre 2000 )

Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta

Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta

Natale 1995 ( ho segnato la data a matita nella prima pagina). Questo è uno dei miei libri preferiti.

Il posto per migliorare il mondo è innanzitutto nel proprio cuore, nella propria testa e nelle proprie mani; è da qui che si può partire verso l’esterno. Altri possono parlare di come ampliare il destino dell’umanità.
Io voglio soltanto parlare di come si aggiusta una motocicletta. Credo che quel che ho da dire io abbia un valore più duraturo. (p. 287)

Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta – Robert M. Pirsig

Fa parte di quella manciata di libri, un altro è Il Signore degli Anelli, che regolarmente cerco in libreria, sugli scaffali ai supermercati o nelle bancarelle per strada.
E quando lo trovo non posso fare a meno di prenderlo in mano e soppesare seriamente l’idea di comprare quella copia. Naturalmente l’acquisto è portato a termine solo se ho in mente un destinatario al quale regalarlo, ed ho sempre un istante di sofferenza nel rimetterlo a posto: mi sembra di lasciare solo un amico o sprecare un’opportunità.

Nella manutenzione della motocicletta la risposta mu è una delle principali ragioni di calo dell’enthousiasmos. Non dovrebbe esserlo! Quando ottenete una risposta indeterminata, delle due l’una: o le procedure sperimentali non fanno quel che voi credete, oppure dovete ampliare il contesto della vostra ricerca. Controllate gli esperimenti e ristudiate le domande. Non gettate via le risposte mu! Sono quelle su cui potete crescere. (pag.309)

Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta – Robert M. Pirsig

Non è un testo sullo Zen. E la motocicletta è il mezzo scelto per raccontare ed immergersi in speculazioni sulla vita e sul pensiero all’inseguimento di quel concetto sfuggente che è la Qualità.

La Qualità… sappiamo cos’è, eppure non lo sappiamo. Questo è contraddittorio. Alcune cose sono meglio di altre cioè hanno più Qualità. Ma quando provi a dire in che cosa consiste la Qualità astraendo dalle cose che la posseggono, paff, le parole ti sfuggono di mano. Ma se nessuno sa cos’è, ai fini pratici non esiste per niente. Invece esiste eccome. Su cos’altro sono basati i voti, se no? Perché mai la gente pagherebbe una fortuna per certe cose, e ne getterebbe altre nella spazzatura? Ovviamente alcune sono meglio di altre… Ma in cosa consiste il «meglio»?… (p. 183)

Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta – Robert M. Pirsig


Spesso, in giro per la rete, l’ho trovato descritto come un libro di viaggi: in parte è vero poiché Pirsig, ti accompagna nell’esplorazione delle strade blu americane – in blu nelle mappe statunitensi sono indicate le strade secondarie – e, con un talento narrativo notevole, riesce a farti sentire la pioggia sul viso, il calore degli incontri, il rumore inconfondibile della motocicletta e l’incognita di una memoria sepolta che chiede di essere rispolverata. Il vero argomento del libro, in realtà, è il viaggio nella mente: percorso di scoperta e guarigione che autore e lettore intraprendono insieme.

Le strade migliori non collegano mai niente con nient’altro e c’è sempre un’altra strada che ti ci porta più in fretta. (p. 16)

Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta – Robert M. Pirsig