
Tatuato da @raf_stellato il 15 Luglio 2023
Realizzai che il viaggio verso la guarigione, per quanto breve, era stato un’esperienza meravigliosa dall’inizio alla fine.
Banana Yoshimoto
Realizzai che anche nella monotonia della vita di tutti i giorni viviamo momenti a stretto contatto con la morte, e che la sofferenza è la prova del nostro essere.
Nel vortice della malattia, ero sicura di avere annusato l’odore della morte, l’odore della fine. Un sentore flebile ma reale. E da lì, piano piano, avevo cominciato a ristabilirmi.
Mentre si guarisce, si percepisce qualsiasi cosa come una gioia.
Forse è il flusso della vita stessa che man mano riprende vigore.
Ci sono svolte che capitano all’improvviso.
Di colpo scopri qualcosa che richiede un’immediata azione o, nel mio caso, un’immediata rimozione.
Il mio percorso chirurgico è stato veloce: scoperto l’ospite indesiderato il primo Dicembre scorso è stato programmato l’intervento per il 17 Gennaio.
Tutto ciò che poteva andar bene è andato bene e l’esame istologico post operatorio non ha rilevato presenze maligne. L’ospite ingombrate, in crescita, era circondato da un gruppo suoi simili più piccoli. Pesanti si, ma quasi innocui. Io ho dovuto dire addio a utero ed ovaie.

Ho scoperto che guarire non è complicato, ma necessita la resa. Bisogna mollare la presa ed arrendersi al processo. Dipanare, tra le mille componenti, ciò di cui ti devi occupare tu da ciò che devi lasciare agli altri.
Fidarsi ed affidarsi. E affrontare la paura perché, nel processo, c’è comunque il rischio di perdere tutto.
Il compito che hai è di entrare nel labirinto.
Il labirinto non è quello fatto per perdersi:: la strada è una sola e ti porta al centro. Lunga, piena di meandri, ma una sola.
E per percorrerla non puoi far altro che avanzare deponendo tutto. Fino al centro dove ritrovi chi sei nel profondo e rinnovi la relazione con il divino.
Ti riposi, ti disseti, ma non puoi rimanere.
Perché arrivare al centro è solo metà del percorso di guarigione. Per completarlo devi tornare indietro.
La strada è la medesima eppure completamente diversa perché, naturalmente, è in senso inverso e diverso sei tu che la percorri. Pian piano puoi scegliere di riprendere ciò che hai lasciato. E, all’uscita, puoi integrare ciò che hai scoperto nel viaggio.
Il labirinto, mi par di avere imparato, è un’opportunità che devi saperti creare, almeno di tanto in tanto, senza aver bisogno di una malattia che ti ci spinga dentro a forza.
Ciò che è fuori di te è una proiezione di ciò che è dentro di te, e ciò che è dentro di te è una proiezione del mondo esterno. Perciò spesso, quando ti addentri nel labirinto che sta fuori di te, finisci col penetrare anche nel tuo labirinto interiore. E in molti casi è un’esperienza pericolosa.
Haruki Murakami
Io ora sto bene. La strada per il completo ripristino fisiologico non è ancora completata e devo integrare ed equilibrare gli aspetti della mia nuova condizione che, in ogni caso, non sono particolarmente invalidanti.
Ringrazio profondamente chi mi è stato vicino e ha dovuto raccogliere e portare avanti ciò che normalmente facevo io: familiari, amici e mondo scout. Ringrazio anche il personale del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Borgosesia: medici chirurghi ed infermieri che hanno fatto il loro lavoro con competenza e umanità.
Ho scoperto di essere parte di una rete di persone che mi vogliono bene ed è davvero bella cosa.
Una gran bella cosa. Che voglio fissare. Di qui la decisione del tatuaggio.

L’ideazione del disegno ha richiesto qualche tempo perché complessi sono i contenuti che volevo includere e mi ci è voluto un po’ per farli entrare tutti in una forma semplice.
Ho fatto posizionare il centro nel punto dove è stato inserito l’ago cannula che è servito per l’anestesia e per l’antidolorifico.
Per la realizzazione del tatuaggio mi sono affidata a Raf Stellato che ha lo studio a Borgosesia e che ha trasformato, con abilità e precisione, il mio schizzo su carta in un disegno sulla mia pelle.
Ci sono svolte che capitano all’improvviso. Un anno fa dichiaravo che un tatuaggio non l’avrei fatto mai.
La mattina, quando vi alzate, fate un sorriso al vostro cuore, al vostro stomaco, ai vostri polmoni, al vostro fegato. Dopo tutto, molto dipende da loro.
Thich Nhat Hanh
Nella sezione risorse ci sono i siti web che mi hanno ispirata nel percorso. E nel post successivo Segno o Simbolo? spiego il perché della forma scelta.

