Sale e Semi

Questi due barattolini di vetro mi sono stati consegnati nell’Ottobre 1989.
Contengono rispettivamente sale (grosso) e semi (chicchi di farro direi): il tempo ha compiuto la propria opera sui coperchi e ho la vaga idea che i semi si siano mummificati nel frattempo… in ogni caso l’ultima cosa che mi passa per la testa è aprirli.
Li ho ricevuti in occasione della cerimonia della mia Partenza.

Di quel giorno non ricordo la data precisa (prima o poi riuscirò a risalirci, ma per il momento mi sta bene così).
Era pomeriggio, piovigginava, il tendone a San Gaudenzio pieno zeppo: c’erano il Branco, i due Reparti – maschile e femminile – e la Comunità Capi. Il Clan no. O, meglio, del Clan rimanevamo soltanto in tre: io e i due capi Clan: Claudia e Paolo. Con la mia partenza si sarebbe esaurito: per poi rinascere da lì a qualche settimana con il passaggio dei novizi.

Cerimonia piuttosto veloce, la parte più lunga è stata la lettura della mia lettera alla comunità che stavo lasciando. Commovente? Non particolarmente: la citazione d’apertura era l’inizio di una poesia di Tolkien; poi c’erano i ricordi del cammino vissuto insieme e la volontà di continuare a camminare “da scout” negli anni a venire.


Ricordo bene invece la lieve vertigine dell’essere in cammino da sola sotto la pioggerellina e le strade di Borgosesia che sembravano venirmi incontro in modo diverso dal solito. Quando si è soli i sensi sono più all’erta.
Una bella sensazione che ancora mi accompagna quando parto o faccio due passi per conto mio.

La Via prosegue senza fine
Lungi dall’uscio dal quale parte.
Ora la Via è fuggita avanti,
Devo inseguirla ad ogni costo
Rincorrendola con piedi alati
Sin all’incrocio con una più larga
Dove si uniscono piste e sentieri.
E poi dove andrò? Nessuno lo sa.

Il Signore degli Anelli / La compagnia dell’Anello
J.R.R. Tolkien

Sale e Semi. Simbolo ed augurio di una vita da viversi pienamente. Ogni tanto mi chiedo se, invece di conservarli, non sarebbe stato più giusto utilizzarli in qualche modo. Continuerò a chiedermelo, mi sa, e a tenere i due barattolini di vetro così come sono.

Nota per i non addetti ai lavori
La Partenza è il momento in cui si termina il proprio percorso scout come educandi e si parte – appunto – per quella strana avventura che è la propria vita da adulti. E’ il momento in cui si dice: “Si. Sono pronto a guidare da me la mia canoa e lo farò tenendo fede ai valori ai quali ho aderito durante il mio cammino scout.” Alla cerimonia segue un hike ( una missione in solitaria ) che in genere prevede anche un pernotto ed un’occasione di incontro e di servizio.

Chi è curioso a riguardo può dare un’occhiata al sito di Agesci.

L’uomo e la donna della Partenza sono dunque coloro che scelgono di continuare a camminare per tutta la vita, con l’aiuto di Dio, seguendo orientamenti assunti in modo consapevole; questi indicano una direzione, definiscono uno stile di vita da realizzare attraverso scelte concrete, senza le quali gli orientamenti rimangono opzioni generiche.
La partenza si riconosce in chi ha fatto proprio lo “stile” enunciato nei valori della Promessa e della Legge scout.

– Estratto art. 29 – Regolamento metodologico Agesci 2019 –