
Ci sono libri che rileggo e tra questi ci sono i gialli di Agatha Christie.
Dalla seconda volta in poi non c’è più la sfida a trovare l’assassino, ma il brivido della lettura rimane vivo perché trovo soddisfacente accorgermi, rileggendo, degli indizi disseminati nella trama; quelli nascosti certo, ma anche quelli sfacciatamente plateali che, naturalmente, mi erano sfuggiti la prima volta.
Istantanea di un delitto ha una folgorante scena iniziale: Miss Marple vede compiersi un delitto dal finestrino di un treno in corsa che passa accanto al suo e il suo istinto investigativo viene risvegliato. Di più non racconto per evitare spoiler.
Di questo particolare romanzo mi è da subito piaciuta la signorina Lucy Eylesbarrow – laureata in matematica, domestica efficientissima, ottima cuoca e braccio destro di Jane Marple in quest’avventura.
Ho acquistato e letto questo libro negli anni del Liceo e mi aveva affascinato uno dei piatti cucinati: il curry.
Si va sempre puntualmente a tavola nei libri della Christie.
Claudio Savonuzzi
Nel libro non viene spiegato bene cos’è, si menzionano vagamente dei funghi, del brodo di pollo e una scatola di polvere di curry appena aperta – quest’ultimo particolare è fondamentale dato che zia Agatha ama gli avvelenamenti.
Per un sacco di tempo, comunque, questa cosa del curry è rimasta, per me, un mistero.
Di cosa si tratta? Una spezia ? Che sapore avrà? Ci sono più modi di cucinarlo?
Un piatto dal nome esotico che rimandava vaghi echi dell’Impero Britannico e in un momento storico, gli anni 80 del secolo scorso, in cui i ristoranti indiani non erano ancora tanto diffusi (o perlomeno io non ci andavo), aveva fatto grande presa nella mia mente di giovane lettrice.
“I ragazzi… i ragazzi. Cosa contano loro? L’unico che conta sono io. E poi i ragazzi sono partiti, se Dio vuole. Voglio un bel curry piccante, capito?”
Agath Christie – Istantanea di un delitto
“L’avrà senz’altro signor Crackenthorpe.”
Ho successivamente scoperto che il curry è una miscela di spezie che comprende curcuma, pepe nero, cumino, coriandolo, cannella, chiodi di garofano, zenzero, noce moscata, fieno greco, peperoncino e cardamomo il tutto in proporzioni variabili. E che nella cucina indiana questa miscela viene spesso rinforzata da un altro mix di spezie il Garam Masala di composizione simile.
Rimaneva però da trovare un modo soddisfacente di usarlo.
Negli anni ho fatto diversi esperimenti e solo ultimamente ho trovato sia una polvere di curry che mi piace (sulla confezione viene chiamato “Curry Inglese” ed ha un gusto particolarmente delicato) che una modalità per fare una salsa che si accompagna bene con carne alla griglia o saltata in padella.
Salsa Curry
Ingredienti
3 cipolle bianche o dorate tagliate a pezzi piccoli
1 carota pelata e tagliata a pezzetti
1 gambo di sedano pulito e tagliato a pezzetti
2 pomodori maturi (spelati e tagliati a tocchetti) o, in alternativa, due cucchiai di passata.
1 cucchiaio raso di polvere Garam Masala
1 cucchiaio raso di polvere Curry
Olio evo
Sale
Acqua
Pentola con coperchio
Frullatore ad immersione
35 minuti oltre al tempo di pulitura delle verdure
Procedimento
Mettere poco olio in una pentola a bordi alti e far soffriggere la cipolla tagliata senza farla bruciare, ne colorare troppo.
Farla cucinare per una decina di minuti aggiungendo un po’ d’acqua per evitare che bruci.
Aggiungere quindi sedano, carota e pomodoro.
Condire con un pizzico di sale, Curry e Garam Masala.
Nota: Il sapore finale dipende dal tipo di miscela usata e dalla quantità. Il consiglio è di metterne poco inizialmente, assaggiare ed eventualmente aggiustare le dosi. Anche per il sale vale lo stesso discorso.
Mescolare per bene e far cucinare il tutto coperto per venti minuti circa controllando di tanto in tanto ed aggiungendo acqua calda se dovesse asciugarsi troppo. Deve rimanere morbido, ma non troppo brodoso.
Trascorsi i venti minuti frullare con il mixer ad immersione e rimettere sul fuoco mescolando bene.
In una padella a parte faccio saltare velocemente il tacchino a tocchetti, ricopro il tutto con la salsa calda, lascio qualche minuto sul fuoco in modo che i sapori si amalgamino o infilo tutto in una pirofila e metto in forno. Porto in tavola accompagnato da riso bianco.