Nel riordinare i miei scatoloni, tanti sono i fogli che riemergono, soprattutto relativi ad attività scout. Tra questi qualche giorno fa ho ripescato un paio di regolamenti delle VdB.

Le VdB – Vacanze del Branco – vengono proposte due volte l’anno in occasione delle vacanze invernali ed estive. In inverno durano due o tre giorni. In estate si vive con i bambini un’esperienza che dura una settimana. Il vivere insieme porta con sé la necessità di accordarsi sul comportamento da tenere per rispettarsi reciprocamente.

Il problema vero è che, di primo acchito, i regolamenti tendono a prendere la forma di un elenco di divieti. Non si corre. Non si urla. Qui non puoi entrare. Là non si può giocare a pallone etc. e questo, da ragazzina, mi ha sempre creato un certo livello di fastidio. Quindi da grande, e nella posizione di chi i regolamenti deve comunicarli e farli attuare, ho sempre cercato di inserire qualche elemento ludico.

Regolamento Vacanze di Branco a Fobello
– estate 2018 –
ambientate nel racconto Le tredici vite e mezzo del Capitano Orso Blu di Walter Moers .

Con i lupetti e le lupette, dato che ogni VdB viene ambientata in un racconto diverso ogni anno, il gioco è quello di “tradurre” le regole in accordo con il tema scelto. Nello specifico, per il regolamento di Zamonia riportato qui sopra, ho preso integralmente un regolamento scritto nel libro di Walter Moers (per la comunità dei Pippioni) e ho “tradotto” cosa ogni frase doveva significare per i presenti al campo.

Una ulteriore scelta particolare sta nel secondo articolo del regolamento che, dall’anno scout 2018-2019 e per tutta la mia permanenza in Branco, è sempre stato lo stesso e cioè: “non si dice mucca, ma vacca”. Un modo per ricordare ai bambini l’uso corretto di un termine che ha un certo gusto proibito. Ed è anche un modo per suggerire che le regole funzionano meglio se almeno una ci fa sorridere.
In ogni caso un adulto che serenamente dice “vacca” senza scomporsi incuriosisce e fa sorridere i bambini.

La spiegazione tecnica del termine era arrivata in una riunione da Kaa ( Maria Agnese), diplomata in agraria, e adottata dal branco da quel momento in poi.

Regolamento Vacanze di Branco a S.Giovanni d’Andorno
– estate 2019 –
ambientate nel racconto Stranalandia di Stefano Benni.

A proposito di scherzi e regole, una menzione particolare va ad una mia dichiarazione estemporanea nella base scout di Spettine nell’Agosto 2002. In apertura di un workshop di espressione per RS (giovani tra i 16 e i 21 anni circa), a me era toccato spiegare le regole della base.

Non si entra in cucina, non si può fumare al chiuso (ma neanche all’aperto se non al di fuori dell’attività). Niente schiamazzi… no di qui e no di là… – mi stavo annoiando da sola e vedevo la stessa cosa negli occhi di chi mi stava ascoltando – quindi, in modo inesplicabile anche per me, me ne sono uscita nel finale con un “E non chiedetemi della piastrella che sa di fragola. Si, è vero, una delle piastrelle della mappa in ceramica delle basi scout profuma di fragola. Non so qual è e non so nemmeno perché sappia di fragola. Quindi, per favore non venite a seccarmi in merito.”
Risultato: aumento istantaneo dell’attenzione e processione di ragazzi che – muniti di sedia – hanno passato giorni a cercare la piastrella in questione. E – naturalmente – un sacco di domande in merito.

Finita la presentazione ho avvisato in cucina e ho chiesto che reggessero il gioco. A metà settimana il cuoco viene a cercarmi con aria misteriosa, mi allunga un burro cacao alla fragola e mi dice con occhio brillante: “Questo è per te, scegli la piastrella!”. Chissà se ancora oggi, a Spettine, c’è una piastrella che sa di fragola?

piccola nota esplicativa


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